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Editoriale
QUALE FUTURO È RISERVATO ALLE GENERAZIONI CHE VERRANNO ?
di Pietro Giovanni Lucarelli

Osservando i venti che spirano sui destini dei viventi il quadro che si presenta alla nostra mente per una vita futura non è roseo. Infatti, si susseguono a mo' di un filmato immagini atroci, misfatti che gli animali presenti sulla terra, subiscono o se volete gli "uomini", certo come persone ragionevoli non possiamo ammettere che si dimentichi di essere stati bambini, di avere avuto una mamma e un padre, di divenire poi mamma e papà.
Il nostro riferimento è multiplo, perché non ci fermiamo solo alle strage di cittadini innocenti ma anche a quelle madri che sopprimono i loro nascituri buttandoli nei cassonetti dell'immondizia, come bara di sepoltura, solo per liberarsi di obblighi di fronte al nascituro, forse la scelta non è casuale visto che la vita dei procreatori non vale più dell'immondizia in cui seppelliscono i bambini o feti che siano.
Ancor più la società che nutre questi "esseri" risulta colpevole ai nostri occhi, perché non solo li nutre ma li protegge di fronte alla legge che, se pur farraginosa, applicandola interamente sempre darebbe buoni frutti.
Queste elencazioni di mali che l'attuale società malata in tutte le latitudini del globo produce è da ricercarsi nelle tante deleghe che si elargiscono senza una consapevolezza del pensiero del delegato. A parer nostro i delegati superano il 51% dei deleganti; questi ultimi credono di migliorare la propria esistenza facendosi gestire da persone ritenute capaci di risolvere i propri problemi ma in verità i problemi, che i primi risolvono sono solo ed esclusivamente i loro.
Così si spiega anche il fanatismo delle guerre religiose che alcuni popoli mantengono da secoli, se non da millenni, scaricando la colpa sulle rivolte popolari che in realtà non si verificano mai per il semplice fatto che il popolo è sostanzialmente buono: è più civile di quanto lo si dipinge.
Questo dato emerge dalla riflessione che "il bravo uomo" non fà mai, cioè che l'amico possa approfittare di lui: evidentemente l'umanità non ha ancora digerito il fatto che esistono amici senza interessi, cioè veri amici, mentre gli amici per interesse, sono capaci di passare sul

cadavere dei propri cari al fine di ottenere vantaggio personale dai malcapitati.
Si è, ahimè, rinnovato nell’animo collettivo un sentimento di affetto e di attaccamento ai simboli che da tanti anni esprimono la fierezza di appartenere ad una certa area del globo ovvero la piccola patria.
Per gli Italiani, in virtù del loro Presidente Ciampi, l’inno nazionale è risuonato in tutte le piazze e in tutte le pubbliche ricorrenze; quasi a risvegliare con le sue note quell’entusiasmo patriottico che sembrava essersi assopito.
Anche sotto questo particolare profilo il carisma del Presidente Ciampi ha avuto la sua piena efficacia, come si è potuto constatare quando i calciatori italiani, a differenza del passato, si sono indotti prima delle partite internazionali, a intonare l’inno di Mameli.
Questi connotati dell’opera di Carlo Azeglio Ciampi vanno aggiunti all’opera sagace e di intermediazione che svolge positivamente, quando le condizioni lo richiedono, per stemperare l’asprezza dei rapporti tra le forze politiche della maggioranza governativa e quelle dell’opposizione.
Spesso si deve ai suoi delicati ed equilibrati interventi se la dialettica democratica si è mantenuta nei giusti binari, senza sconfinamenti di degenerativi.
Il riconoscimento dei menzionati meriti del Capo dello Stato costituisce un dovere per tutti gli italiani, i quali sanno che nei momenti di travaglio della vita politica il guardiano della Costituzione, - come è definita la figura del Presidente della Repubblica - vigila in silenzio e svolge il mandato con grande competenza e serietà.
La gestione dell’attuale Presidente rappresenta, perciò, una garanzia per tutte le classi sociali, le quali nutrono piena fiducia nella prima magistratura dello Stato.
In questo senso intendiamo dare atto di una realtà positiva che l’attuale sistema di gestione del potere offre al popolo italiano ed è forse da prendersi come esempio da tutti i popoli della terra, vale a dire:  riservare lo spazio necessario per le generazioni che verranno affinché possono svilupparsi e realizzare i loro sogni nella tolleranza.

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