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Nel corso della cerimonia svoltasi al Quirinale per la
consegna del
premio cronista 2OO3 il
Presidente della Repubblica ha
colto l’occasione per segnalare
l’esigenza che gli organi d’informazione adottino criteri di
equilibrio nella divulgazione delle notizie perché gli italiani sono
stanchi di un bombardamento continuo di negatività, di immagini che
suscitano preoccupazione e ansia, ma chiedono sempre più di avere conoscenza anche di modelli e
comportamenti positivi , d’impegno sociale e nobiltà d’animo, di
dedizione al prossimo e di sentimenti.
Ha segnalato infine
che esiste un Paese migliore di quello che si vede ogni giorno attraverso i mass-media e che nella nostra provincia
ci sono stimoli, ricchezze, spunti originali e opportunità che non
conosciamo abbastanza.
Nell’esprimere queste
valutazioni e nell’esortare
gli organi d’informazione a
tenerne conto , la
voce del Presidente si è
resa interprete del sentimento del nostro popolo, di un desiderio insito
nella coscienza
collettiva.
Le parole di Ciampi
non intaccano ovviamente il principio
della libertà di stampa e di
manifestazione del pensiero, sancito e garantito
dalla Costituzione, ma
hanno il solo scopo di
richiamare con
delicatezza ma anche con energia
l’attenzione di tutti gli organi
d’informazione sugli effetti
pregiudizievoli che in taluni casi possono derivare dalle modalità
di esercizio del diritto di cronaca .
Il discorso vale soprattutto per la televisione , la quale gode di
un privilegio di fatto su ogni altro mezzo diffusivo, in quanto penetra
in tutte le famiglie con l’irresistibile fascino delle immagini , oltre
che della parola , e dovrebbe perciò possedere il crisma
della verità e della cautela
nello svolgimento di
qualsiasi programma, sia di semplice notiziario sia di spettacoli di ogni
specie.
Nell’odierna società non esiste infatti alcun evento o avvenimento ,
piccolo o grande, che non
venga filtrato dalla Tv prima
di giungere all’immenso numero dei destinatari.
Una tale condizione di assoluta preminenza del
mezzo televisivo dovrebbe suggerire ai
responsabili del delicato servizio
d’informazione la massima
ponderazione e il
massimo scrupolo
nella scelta
delle modalità
divulgative di fatti e notizie, nonché
una grande
prudenza nella redazione
dei commenti che
di solito accompagnano, a titolo di accattivante e colorito contorno, i diversi
avvenimenti.
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La preferenza
accordata di
regola alla
cronaca cosiddetta
nera, riguardante cioè gli
aspetti del male
che travaglia
la società, la suggestione
delle relative
immagini spesso insistentemente ripetute, e infine la
descrizione talvolta
cruda dello
svolgimento dei fatti, possono suscitare sentimenti, emozioni,
stati d’animo di grande intensità, specialmente nei
minori e nei soggetti psico-labili, per cui la
deontologia professionale dei titolari delle diverse reti
televisive, volta a scongiurare tali conseguenze, assume
il carattere di un imperativo categorico che
non ammette deroghe di nessun genere, e tanto meno consente quella
specie di gara tra la
trasmittente pubblica ( cioè la Rai ) e
le reti
private, con l’unico scopo di ottenere maggiori ascolti.
Sotto il profilo specificamente indicato dal Presidente Ciampi, si
rende indispensabile anche la
divulgazione di notizie su condotte meritevoli
di plauso
per espressione di bontà, di
amore verso i poveri e
i sofferenti, nel segno
dell’umana solidarietà ( che
non mancano certamente nella
vita quotidiana )
perché la
conoscenza di
tali notizie ha
la capacità di
ingentilire lo spirito degli spettatori, spingedolo a considerare
il bene
come vittorioso
correttivo e rimedio
contro il male.
Questa esigenza
deve essere
appagata anche
negli spettacoli e
nelle trasmissioni di ogni
tipo, la
cui funzione formativa
ed educativa
non può essere
improntata a criteri
diversi, ossia orientati unicamente all’aumento
dell’indice di
ascolto.
I rilievi di Ciampi hanno peraltro
il suggello
della normativa
che disciplina
il rapporto di
concessione alla
Rai del
pubblico servizio
d’informazione.
In tale
normativa (
valida sul
piano deontologico
anche per le trasmittenti private
) sono elencate le seguenti caratteristiche:
pluralismo, obiettività, completezza e
imparzialità dell’informazione, apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche ,
sociali, culturali e religiose, nel
rispetto delle libertà
garantite dalla
Costituzione.
È una
vasta gamma
di finalità da
perseguire, nella quale
rientrano tutti
gli aspetti della vita associata, senza preferenze
per alcuni
settori a
discapito di
altri, in modo
che la pubblica opinione
possa trarre dal
servizio d’informazione
e dall’insieme dell’attività radiotelevisiva un
quadro complessivo
corrispondente il
più possibile
alla realtà
sociale.
*Procuratore generale onorario
della Corte
suprema di
Cassazione |