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L E     M A S S I M E
Alberto Virgilio

      da "PENSIERI A ZONZO"

 GLI SPETTACOLI DELLA NATURA

Gli spettacoli della natura hanno un fascino irresistibile.
Una splendida giornata di sole, un tramonto di fuoco,una notte di luna, il mare in tempesta, il silenzio di un bosco, il canto dell'usignuolo, il volo delle rondini, il trionfo della primavera, i monti carichi di neve, gli orizzonti sconfinati, il cielo gremito di stelle.
Sono queste le immagini che più frequentemente battono sulla mia memoria.
Esiste sempre un rapporto carismatico tra la natura e l'uomo.
Quanto lo spirito s'immerge nelle meraviglie del Creato ogni altro sentimento sembra dissolversi in quella contemplazione.

LA VANITÀ

Uno dei sentimenti più spregevoli è la quale vive e si nutre della sola immagine che gli altri hanno della propria persona.
Importante non è la effettiva verità di quella immagine, ma soltanto che il prossimo la ritenga veritiera.
In definitiva il vanitoso gioca su un equivoco, insensibile all'essenza stessa delle virtù che possano suscitare una sincera ammirazione.

IL RUOLO DELLA SOFFERENZA

Il ruolo della sofferenza, fisica o morale, nella vita dell'uomo è avvolto nel mistero.
Secondo la dottrina della Chiesa il dolore entra nei disegni salvifici di Dio non solo come elemento di espiazione ma anche per dimostrare che tutti i mali sono indirizzati al bene.

S. Agostino rilevò infatti che da ogni parte Dio chiama gli uomini col flagello della tribolazione.
Anche nell'antichità classica gli Stoici sostennero che la sofferenza è uno stimolo e un tonico al morale.
Soltanto ricorrendo a tali spiegazioni l'uomo può lenire i grandi dolori nel corso della vita terrena.

RAPPORTO CON LA DIVINITÀ

Il rapporto spirituale con la divinità esige la partecipazione ai riti della Chiesa secondo le regole della liturgia.
Esiste però anche un secondo modo di alimentare la misteriosa e segreta relazione dell'uomo con Dio, che si svolge attraverso un colloquio intimo con il Creatore.
Nei momenti del raccoglimento in sé stessi si avverte nella parte più recondita della coscienza una sorta di interlocuzione con l'Essere Supremo.
La preghiera sale spontaneamente verso l'alto in tutta la sua umiltà.
È forse il momento più esaltante perché il rapporto con Dio avviene in modo diretto e genuino, senza intermediari o intercessori.

VIVERE NELLA STESSA EPOCA

Un amico dotato di saggezza e di spirito di osservazione mi disse che gli uomini di tutte le epoche dovrebbero trarre motivo di concordia da solo fatto di essere capitati a vivere nello stesso periodo, nella stessa civiltà con le stesse comodità e le stesse esigenze.
Nel giro dei millenni - aggiunse la qualità di contemporanei è un dato accidentale di coesione, al quale non viene attribuita la giusta rilevanza.
L'osservazione mi suggestionò fin dal primo momento e la rammento ogniqualvolta mi succede di constatare che gli uomini sono inclini più a dare importanza alle ragioni di contrasto e di scontro che a quelle della concordia.
Si spiegano così le guerre tra gli Stati, le competizioni e le contrapposizioni tra gente della stessa Nazione, le liti perfino nell'ambito delle comunità e delle famiglie.

VIAGGIARE PER IL MONDO

Girare per il mondo è sicuramente motivo di conoscenza e quindi di cultura, a condizione però che non si viaggi con la stessa ottusità di un pacco postale.
Mi è capitato di assistere a un colloquio tra chi si era recato in Russia e un uomo dottissimo che, invece, non si era mai mosso da Roma. Il viaggiante si affannava a riferire di quel lontano paese, soffermandosi soprattutto sui ristoranti in cui aveva mangiato meglio.
Alle domande dell'interlocutore sulla storia della Russia non seppe rispondere nulla e si limitò ad ascoltare dal dotto "sedentario" tutte le notizie di civiltà, cultura e costumi di quella lontana terra.
Anche nell'ambito dell'Italia molti sanno tutto sulle peculiarità gastronomiche di ciascuna città, ma non hanno mai fermato il loro interesse sulle meraviglie del patrimonio culturale, artistico o spirituale del nostro Paese.

                      OTTIMISTI E PESSIMISTI

Quando sento affermare che esistono due categorie di persone, gli ottimisti e i pessimisti, considero che entrambe hanno una visione distorta della realtà perché fanno prevalere il loro stato d'animo rispetto all'osservazione oggettiva dei fenomeni della vita.
Valorizzare la metà piena del bicchiere a scapito della metà vuota (o viceversa) significa non percepire la verità, che è costituita in pari misura dai due elementi perché il bicchiere rimane in ogni caso mezzo pieno e mezzo vuoto. 

LA MALDICENZA

Per disarmare la categoria di coloro che fanno della maldicenza una delle loro occupazioni preferire, non c'è modo migliore che mostrare di non accorgersi dei loro meschini risentimenti. In effetti meritano più compassione che attenzione perché il più delle volte sono convinti che per ribellarsi al destino, a causa di qualità e doti ad essi negate, la via giusta sia quella di criticare volgarmente le persone che quelle doti posseggono.
Umiliati dalla sorte, essi tentano invano di umiliare anche gli altri nella vana speranza di conquistare la parità.

 

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