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"PENSIERI A ZONZO"
GLI SPETTACOLI DELLA NATURA
Gli spettacoli della natura hanno un
fascino irresistibile.
Una splendida giornata di sole, un tramonto di fuoco,una notte di
luna, il mare in tempesta, il silenzio di un bosco, il canto
dell'usignuolo, il volo delle rondini, il trionfo della primavera, i
monti carichi di neve, gli orizzonti sconfinati, il cielo gremito di
stelle.
Sono queste le immagini che più frequentemente battono sulla mia
memoria.
Esiste sempre un rapporto carismatico tra la natura e l'uomo.
Quanto lo spirito s'immerge nelle meraviglie del Creato ogni altro
sentimento sembra dissolversi in quella contemplazione.
LA VANITÀ
Uno dei sentimenti più spregevoli
è la quale vive e si nutre della sola immagine che gli altri hanno
della propria persona.
Importante non è la effettiva verità di quella immagine, ma soltanto
che il prossimo la ritenga veritiera.
In definitiva il vanitoso gioca su un equivoco, insensibile
all'essenza stessa delle virtù che possano suscitare una sincera
ammirazione.
IL RUOLO DELLA SOFFERENZA
Il ruolo della sofferenza, fisica o
morale, nella vita dell'uomo è avvolto nel mistero.
Secondo la dottrina della Chiesa il dolore entra nei disegni salvifici
di Dio non solo come elemento di espiazione ma anche per dimostrare
che tutti i mali sono indirizzati al bene.
S. Agostino rilevò infatti che da ogni parte Dio
chiama gli uomini col flagello della tribolazione.
Anche nell'antichità classica gli Stoici sostennero che la sofferenza
è uno stimolo e un tonico al morale.
Soltanto ricorrendo a tali spiegazioni l'uomo può lenire i grandi
dolori nel corso della vita terrena.
RAPPORTO CON LA DIVINITÀ
Il rapporto spirituale con la divinità esige la
partecipazione ai riti della Chiesa secondo le regole della liturgia.
Esiste però anche un secondo modo di alimentare la misteriosa e
segreta relazione dell'uomo con Dio, che si svolge attraverso un
colloquio intimo con il Creatore.
Nei momenti del raccoglimento in sé stessi si avverte nella parte più
recondita della coscienza una sorta di interlocuzione con l'Essere
Supremo.
La preghiera sale spontaneamente verso l'alto in tutta la sua umiltà.
È forse il momento più esaltante perché il rapporto con Dio avviene
in modo diretto e genuino, senza intermediari o intercessori.
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VIVERE NELLA STESSA EPOCA
Un amico dotato di saggezza e di spirito di
osservazione mi disse che gli uomini di tutte le epoche dovrebbero
trarre motivo di concordia da solo fatto di essere capitati a vivere
nello stesso periodo, nella stessa civiltà con le stesse comodità e
le stesse esigenze.
Nel giro dei millenni - aggiunse la qualità di contemporanei è un
dato accidentale di coesione, al quale non viene attribuita la giusta
rilevanza.
L'osservazione mi suggestionò fin dal primo momento e la rammento
ogniqualvolta mi succede di constatare che gli uomini sono inclini più
a dare importanza alle ragioni di contrasto e di scontro che a quelle
della concordia.
Si spiegano così le guerre tra gli Stati, le competizioni e le
contrapposizioni tra gente della stessa Nazione, le liti perfino
nell'ambito delle comunità e delle famiglie.
VIAGGIARE PER IL MONDO
Girare per il mondo è sicuramente motivo di
conoscenza e quindi di cultura, a condizione però che non si viaggi
con la stessa ottusità di un pacco postale.
Mi è capitato di assistere a un colloquio tra chi si era recato in
Russia e un uomo dottissimo che, invece, non si era mai mosso da Roma.
Il viaggiante si affannava a riferire di quel lontano paese,
soffermandosi soprattutto sui ristoranti in cui aveva mangiato meglio.
Alle domande dell'interlocutore sulla storia della Russia non seppe
rispondere nulla e si limitò ad ascoltare dal dotto
"sedentario" tutte le notizie di civiltà, cultura e costumi
di quella lontana terra.
Anche nell'ambito dell'Italia molti sanno tutto sulle peculiarità
gastronomiche di ciascuna città, ma non hanno mai fermato il loro
interesse sulle meraviglie del patrimonio culturale, artistico o
spirituale del nostro Paese.
OTTIMISTI E PESSIMISTI
Quando sento affermare che esistono due categorie di persone, gli
ottimisti e i pessimisti, considero che entrambe hanno una visione
distorta della realtà perché fanno prevalere il loro stato d'animo
rispetto all'osservazione oggettiva dei fenomeni della vita.
Valorizzare la metà piena del bicchiere a scapito della metà vuota
(o viceversa) significa non percepire la verità, che è
costituita in pari misura dai due elementi perché il bicchiere rimane
in ogni caso mezzo pieno e mezzo vuoto.
LA MALDICENZA
Per disarmare la categoria di coloro
che fanno della maldicenza una delle loro occupazioni preferire, non
c'è modo migliore che mostrare di non accorgersi dei loro meschini
risentimenti. In effetti meritano più compassione che attenzione
perché il più delle volte sono convinti che per ribellarsi al
destino, a causa di qualità e doti ad essi negate, la via giusta sia
quella di criticare volgarmente le persone che quelle doti posseggono.
Umiliati dalla sorte, essi tentano invano di umiliare anche gli altri
nella vana speranza di conquistare la parità. |