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UNA RAGNATELA DIMENSIONALE
di Pietro Giovanni Lucarelli

Recensire un romanzo è certamente un parlare di cose altrui e quindi vi è sempre una forte dose d’inesattezza, perché quasi mai gli autori accettano il pensiero di chi lo commenta o ancor peggio di chi ha la pretesa d’essere critico sulla propria capacità letteraria.
Premesso questo, passiamo a dire la nostra sul romanzo, “Ragnatela Dimensionale” d’Annarita Petrino. L’autrice è una giovane dottoressa alle prese con i bambini della scuola materna, già il fatto che insegni a bambini della più tenera età e che si occupi di fantascienza, acquisisce un merito particolare non da poco. Visto che i bimbi sono paragonabili a contenitori vuoti ed hanno bisogno di immagazzinare nella loro mente sgombra da fattori di ogni genere, è necessario dotarli di tantissima fantasia, Annarita dimostra di possederne all’infinito, infatti, è capace di inventarsi una galassia (Star) del sistema “Stella Universale”, dargli un popolo di ermafroditi che interagisce con gli uomini del pianeta Terra.
Il popolo inventato da Annarita è fatto da umanoidi con nomi provenienti dal bagaglio letterario della Petrino, ci piace citare alcuni nomi: Ianthe, Ariadne, Marion, Audrey, Daphne e Asophix.
Questo popolo a differenza dei robot è dotato di sentimenti anche se è indicato con un termine inglese “Cyborg” che vuol dire proprio Robot, è ambientato nell’anno che verrà 2225.
Per noi è una simpatica presa in giro dell’era tecnologica e telematica del momento che sta vivendo.
L’autrice è riuscita a tessere una trama tra umanoidi e un “programma per la salute pubblica” non meglio definito che riesce a collegarsi e materializzarsi sfruttando Internet o una rete immaginaria parallela, con le due
dimensioni,

quella reale degli uomini e quella creata dalla loro fantasia, ma il programma riduce gli uomini ad esseri ermafroditi ed a vivere una realtà piatta e vuota.
Ovviamente l’autrice si lascia sfuggire forse volontariamente alcune contraddizioni, come: l’affermazione di trovarsi di fronte ad esseri privi d’emozioni, ma subito dopo afferma che s’impauriscono e tremano al solo cambiamento di tono della voce di un umano, quindi a nostro avviso questi esseri sono capaci d’emozioni e sono anche in grado di provare sentimenti, quando palpano il seno dell’umana creatura. Il problema è poi chiarito quando afferma che il programma riesce ad assimilare tutto quanto è nelle prerogative umane.
La trama è abilmente congeniata tra politica, diritti sociali, religione (vedi la fine del mondo) e la scienza; Annarita usa tutto lo scibile umano, ma soprattutto la letteratura sia classica sia moderna ed è in grado di cogliere i momenti che l’umanità si prepara a vivere.
Per la politica vedi il (Principe di Niccolò Machiavelli), per la fine del mondo vedi i programmi telematici capaci di assimilare tutti i fattori umani: sensibilità, sentimento, riflessione, dolore, invidia, appropriazione di dati riservati, sanità pubblica, il matrimonio, il sentimento dell’amore.
Quest’ultimo sentimento si manifesta dietro un’indagine di se stessa fatta con circospezione e man mano che si addentra in sé conosce fattori nuovi del proprio io che a volte fanno piacere e a volte piacciono meno.
L’autrice è presente in tutto il testo e fa dell’amore un altare da venerare.
In questo romanzo c’è di tutto, naturalmente deve essere letto sotto l’aspetto avveniristico e con uno sguardo al passato.

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