zlogo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 16

L E     M A S S I M E
di Alberto Virgilio

da "PENSIERI A ZONZO"

  GIUSTIZIA E GIUDICE

Fin dal momento in cui intrapresi la professione di magistrato ho coltivato una mia concezione della giustizia.
Mi apparve subito che ergersi a giudice dei propri simili fosse un arbitrio, anche se necessario per assicurare la pacifica convivenza.
La tremenda responsabilità che incombe sul magistrato non può essere mitigata soltanto dal senso di grande umiltà nell'esercizio della funzione.
Il peso di tale responsabilità deve indurre a ritenere che nella condanna di un proprio fratello il giudice condanna anche sé stesso.
Questa non è retorica perché esprime la condizione psicologica di chi è "condannato" a parlare per tutti in nome del popolo, assumendo esclusivamente a suo carico il tormento di punire severamente un fratello caduto.

COME SI AMMINISTRA LA GIUSTIZIA

La vera giustizia è un obbiettivo che trascende le possibilità dell'uomo.
In quella terrena i sacerdoti di questa sorta di religione secolare devono comunque ispirarsi a due massime essenziali:
1°) - La legge è fatta per l'uomo e non l'uomo per la legge; 2°) - Nell'applicare la legge non va ,mai trascurato il principio della carità, che in ogni situazione offre sempre uno spazio per contemperare il rigore del precetto giuridico con il senso della comprensione umana.
Solo così la giustizia dell'uomo verso l'uomo può essere spoglia di arroganza e di sopraffazione.         

IMPOPOLARITÀ DELL'UOMO DI CULTURA

L'uomo di cultura non è mai guardato con molta simpatia.
Mi capitò una volta di ascoltare il giudizio espresso nei confronti di un grande studioso che dedicava la sua vita ad approfondire tutti i settori dello scibile.
Il giudizio fu questo: "È una brava persona, ma fa schifo perché sa troppe cose!".
Nessuno commento da parte mia a quelle parole.

LE DUE FACCE DELLA SOLITUDINE

La solitudine, come le medaglie, ha due facce.
Da un verso significa emarginazione, punizione, isolamento dalla comunione sociale; dall'altro denota e valorizza una funzione di medicina che preserva da ogni contaminazione o coinvolgimento di carattere negativo.
Specialmente nell'età avanzata diventa prevalente questo secondo profilo.
Essere in compagnia soltanto di sé stessi, senza interferenze o dissonanze esterne, può diventare una condizione di catarsi dello spirito.
Personalmente avverto sollievo nel ritiro del mio studio, circondato da una grande quantità di libri allineati silenziosamente negli scaffali.
Viaggio con il pensiero lungo tutto il corso della mia vita,riascolto le voci dell'infanzia e dell'adolescenza, rivedo in fotogrammi immaginari i volti e i luoghi che mi sono cari.
La memoria non si arresta davanti alle pareti dello studio: le supera con grande facilità e va oltre lo spazio e il tempo.
Senza la vocazione per il ricordo (etimologicamente ricordare significa ricevere nel cuore le vicende del passato) l'anziano sarebbe privato di uno dei pochi conforti che gli consentono di sopravvivere.

pagina 15

sommario

pagina 17