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SE  AVESSIMO PIU' CURA PER L'ESTETICA
di EnzoLista

Sui dati archeologici ricca è la messe dei risultati ottenuti. Ci preme, a questo punto, sottolineare particolarmente una preziosa osservazione fatta dall'autore, e cioè che "le ricereche condotte sui rilieri di Colobraro hanno evidenziato consistenze archeologiche di notevolissimo interesse, portando a consapevolezza storica un ambito territoriale finora quasi ignorato dalla letteratura scientifica". 
Quanto poi all'esame diretto sul campo, come dicono gli studiosi, esso è condotto minutamente sui singoli siti, in tutto una sessantina.
Per la maggior parte degli stessi, apprendiamo che all'origine si trattava di piccoli nuclei agricoli, di posti di osservazione ed avvistamento (ad esempio Monte Calvario, Serracortina), di punti di raccolta del bestiame o di zone di transito per l'alpeggio.
È insomma una vera mappa di notizie che in parte si ignoravano ed in parte erano poco conosciute.
Veniamo così a stabilire che nel territorio, specie nella parte di levante e di mezzogiorno, erano disseminate una discreta quantità di fattorie di tipo ellenistico lucano, con annesse necropoli, con terreni di coltivazione e di allevamento del bestiame, il che è testimoniato da reperti fittili affiorati dal terreno durante l'aratura.
Tali fattorie furono fiorenti intorno ai secoli 5^ e 4^ a.C., attive durante l'età repubblicana ed anche oltre, fino all'insediamento dei bizantini e poi dei successori.
Diamo quindi aperto riconoscimento e merito non piccolo al Prof. Quilici ed all'equipe dei collaboratori, di aver portato a compimento un pregevole studio di natura archeologica, cartografica e storica che onora la cultura e restituisce i nostri luoghi a quell'interesse che solo in parte avevamo prima. 


foto Enzo Lista

L'importanza per l'estetismo, inteso come espressione di bellezza, di cui tutti noi possiamo goderne, ogni volta che i nostri occhi posano lo sguardo su qualsiasi figura ci troviamo davanti, troppo spesso viene ignorato o comunque gli si dà poca importanza. Il mio lavoro di consulente d'immagine, mi porta a girare spesso e inevitabilmente ad osservare tutto ciò che mi circonda, scrutando e catturando ogni piccolo particolare da cui vengono quegli imput grazie ai quali traggo beneficio per realizzare i miei allestimenti vetrinistici e, alla luce di quanto vedo, traggo le mie conclusioni. Quel sentimento del bello, ossia l'amore per l'estetica, quel piacere ma soprattutto, quel dovere che ognuno di noi dovrebbe avere e rispettare, oltre che per noi stessi, anche per gli altri, troppo spesso mi accorgo che è trascurato. I più attenti sicuramente si renderanno conto, girando per i piccoli e grandi centri della nostra regione, la Basilicata, che la maggior parte delle nostre bellezze degne di essere ricordate ed immortalate, sono state "regalate" ai nostri occhi, o da madre natura o dai nostri avi e, per le quali non abbiamo neppure il giusto rispetto e cura. Il mio disappunto, vuole essere costruttivo e sicuramente "bilaterale", cioè sia nei confronti dei privati cittadini, che del pubblico, di quelle amministrazioni locali che, nei loro programmi, il capitolo relativo alla cura del bello, è quasi inesistente o comunque lasciato sulla carta, senza mai darne la giusta importanza.

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