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COSTITUZIONE  EUROPEA  E   RELIGIONE
di   Alberto  Virgilio

La  bozza  della  Costituzione  europea ,  predisposta  dalla  Convenzione  presieduta  dal  francese  Valery  Giscard  d’Estaing ,  ha  suscitato  molte  perplessità  nelle  forze  politiche  e  istituzionali,  per  cui  sono  state  proposte  molte  modifiche  da  apportare  al  documento  in  sede  di  approvazione  definitiva.
Le  prospettive che  si  schiudono  per  il  nuovo  organismo  internazionale sono  molto  allettanti  ma  nello  stesso  tempo  non  immuni  da  difficoltà  e  incertezze. di  varia  natura.
La  stesura  dell’importante  Carta  d’Europa  è  politicamente  e  giuridicamente  complessa  perché  comporta  la  soluzione  di  molti  problemi  riguardanti  l’assetto  unitario  di numerose    nazioni  che  non  sempre  hanno  una  medesima  ispirazione sul  piano  delle  tipologie  istituzionali , dei  sistemi  economici  e  delle  concezioni  etiche.
I  precedenti  storici  in  tema  di  efficienza  degli  organismi  internazionali non  aiutano  a  confidare  in  una  facile  opera  di  contemperamento tra  le  posizioni  e  gli  interessi  peculiari   dei  singoli  Stati  che  già  fanno  parte  dell’Unione ,  e  ancora  meno   nella  ulteriore  attività volta ad  armonizzare tali  interessi con  le  posizioni degli  altri  Stati   che   aspirano  a  entrare  nella  stessa  comunità  fino  al  previsto numero   di  25  membri.
È  infatti  indispensabile che  la  Carta  esprima  una  normativa  da  tutti  accettata  come  vincolante  rispetto  agli  ordinamenti  interni  di  ciascuna  nazione , piccola  o  grande  che  sia.
L’esperienza  che  proviene  dalla  vecchia  Società  delle  Nazioni ,  sorta  dopo  la  prima  guerra  mondiale ,  e   anche quella derivante dalla   recente  attività svolta  dalla  Organizzazione  delle  Nazioni  Unite (Onu)  ,  non  sono  di  conforto  nell’auspicio  circa  la  validità  di  una  struttura  superstatale che  riesca   a  imporre il  rispetto  delle  proprie  direttive a  tutti gli  Stati  membri   qualora  sorga   la  esigenza  di  un  intervento     della  Unione  considerata  nella  sua  globalità.
Tra  gli  scogli  da  superare  presentano  particolari difficoltà le  funzioni da  affidare  ai  soggetti responsabili della  politica  estera  e    della  difesa  militare ,  trattandosi  di    incarichi  che  devono  necessariamente essere  muniti  di  speciali  poteri , in  modo  che  all’occorrenza  possano   di  concerto (data  l’affinità  delle  due  materie)  adottare gli   opportuni  provvedimenti  per  dirimere  eventuali  controversie.  Spetterà  ovviamente  alla  maggioranza degli  Stati  membri di  stabilire , con  il  quorum di  suffragi  previsto  nella  Carta  costituzionale ,  le  modalità  concrete  per l’esercizio  dei  poteri attribuiti ai  responsabili  delle  indicate  materie.

Proprio in  tali  branche  ,  come  dimostra  il  recente  esempio  proveniente  dall’ Onu ,    si  verificano  di  regola  le  maggiori  disparità  di  vedute ,  le  quali  finiscono  per  vanificare  l’opera  collettivamente  demandata  alla  organizzazione  internazionale.
Il  Consiglio  di  sicurezza  delle  Nazioni  Unite ,  nonostante l’impegno profuso ,  non  è  infatti  riuscito  a  trovare  un’intesa sufficiente  per  prevenire  e  impedire  il  conflitto  Usa-Iraq ,  venendo  così  meno  al  suo  compito  specifico  di  mantenere  la  pace  e  la  sicurezza tra  le  nazioni  riunite  nell’Onu.
Tutti  gli  altri  aspetti  della  Comunità    hanno  indubbiamente  la  loro  importanza e  le  loro problematiche ,  come l’organigramma  delle  cariche  istituzionali con  al  vertice  un

 superpresidente  europeo  ,  nonché  la  disciplina  del  mercato  mediante  regole  generali  obbligatorie ,  il  regime  dell’economia  e  lo  sviluppo  della  tecnologia  e  del  sistema  delle  comunicazioni  , la  collaborazione  nel  settore  della  giustizia  ecc. ,  ma  il  punto  di  più  ardua  aggregazione   di  popoli  diversi  per  storia,  tradizioni  e  parametri  funzionali   sembra  comunque   restare  quello  della   ricerca  di  un’intesa  seria  e  convinta  sui  temi  essenziali della  politica estera   e  della  difesa   militare.
Gli  esponenti  dei  vari  Governi  devono  perciò  impegnarsi  con  la  massima  energia  al  fine  di  evitare  che  nasca  un  documento  formalmente  perfetto  nei  contenuti  e  nelle  prospettive , al  pari di  molti  altri  dello  stesso  genere   che  abbondano  nella  casistica  legislativa ,  ma  tuttavia  destinato  nella  sostanza   a   rivelarsi  non  adeguato  alla  realtà  del  tempo  presente.
In  aggiunta  agli  enunciati  elementi  di  riflessione ,  è  inoltre  indispensabile  che  la   Costituzione  di  prossima  emanazione  faccia  esplicito riferimento  ai  valori  essenziali  della  civiltà  europea , così  ricca   di  tradizioni  culturali  e  sociali.
Nel  richiamo di  questo  patrimonio  non  possono  essere  dimenticate  le  radici  cristiane  del  vecchio  continente , fondate  sull’amore  di  Dio  e  del  prossimo  e  sulla  dottrina  della  chiesa  ispirata  alla  solidarietà  umana , al  rigetto  della guerra  e  di  ogni  forma  di  violenza  e  all’aiuto   in  favore dei   popoli privi  di  risorse  e  bisognosi di  sviluppo economico  e  sociale.
Al  di    del  profilo  strettamente  religioso ,  questi  orientamenti  costituiscono    un  nobile  sostrato  etico  che  sprigiona  una  capacità  persuasiva  in  tutte  le  varietà  etnologiche  ,  pur  nelle  differenti  idealità  spirituali che attribuiscono  a  ciascun  popolo  una  propria  fisionomia.
Nelle  indicate  prospettive  il  semestre  di  presidenza  italiana  dell’Unione    può  essere  di  grande  ausilio  perché  la  nostra  nazione , nella quale ha   sede anche  la   Cattedra  di  Pietro ,  potrà tra  l’altro  rendersi  interprete  della  istanza  più  volte  avanzata  da  Giovanni  Paolo II  affinché   non venga  omesso  nella  Carta   un  accenno  ai  princìpi del  cristianesimo, come  è  stato  proposto  anche  dall’Italia.
In  conclusione , il  compito  che  attende  l’Italia  è  molto  complesso  , ma  anche  ricco  di  speranze  che  trovano  alimento  nel  glorioso  passato  del  nostro  popolo  e  nella   posizione  dominante che  la  penisola occupa nell’area  mediterranea.
Per  il  conseguimento  di  tutti questi  obiettivi  i  politici italiani a  ogni  livello    sappiano perciò  assumere  la  responsabilità  di  agire  unitariamente ,  ponendo  da  parte  le  contrapposizioni che  li  separano  nella  dialettica  interna, perché la  posta  in  gioco  dell’ Europa  è  troppo  alta   per  tollerare  divergenze  e  disparità  di  opinioni  che  rischiano di   vanificare  un’occasione   unica  per  affermare  il  prestigio  del  paese  in  campo  internazionale.
Le  assicurazioni espresse da  Ciampi durante il suo recente  viaggio  a  Berna  e  rinnovate  anche  successivamente   circa  la  piena  capacità  dell’Italia  di  assolvere  i  compiti  di  presidenza  dell’Unione Europea nel  prossimo  semestre  non possono essere  smentite  o  restare  comunque  senza  effetti.
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