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COSTITUZIONE EUROPEA E
RELIGIONE |
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La
bozza della
Costituzione europea ,
predisposta dalla
Convenzione presieduta
dal francese
Valery Giscard
d’Estaing , ha
suscitato molte
perplessità nelle
forze politiche
e istituzionali,
per cui
sono state
proposte molte
modifiche da
apportare al
documento in
sede di
approvazione definitiva. |
superpresidente
europeo , nonché
la disciplina
del mercato
mediante regole
generali obbligatorie ,
il regime
dell’economia e
lo sviluppo
della tecnologia
e del sistema delle
comunicazioni , la collaborazione
nel settore
della giustizia
ecc. , ma
il punto
di più
ardua aggregazione
di popoli
diversi per
storia,
tradizioni e
parametri funzionali
sembra comunque
restare quello
della ricerca
di un’intesa
seria e
convinta sui
temi essenziali della
politica estera e della
difesa militare. Gli esponenti dei vari Governi devono perciò impegnarsi con la massima energia al fine di evitare che nasca un documento formalmente perfetto nei contenuti e nelle prospettive , al pari di molti altri dello stesso genere che abbondano nella casistica legislativa , ma tuttavia destinato nella sostanza a rivelarsi non adeguato alla realtà del tempo presente. In aggiunta agli enunciati elementi di riflessione , è inoltre indispensabile che la Costituzione di prossima emanazione faccia esplicito riferimento ai valori essenziali della civiltà europea , così ricca di tradizioni culturali e sociali. Nel richiamo di questo patrimonio non possono essere dimenticate le radici cristiane del vecchio continente , fondate sull’amore di Dio e del prossimo e sulla dottrina della chiesa ispirata alla solidarietà umana , al rigetto della guerra e di ogni forma di violenza e all’aiuto in favore dei popoli privi di risorse e bisognosi di sviluppo economico e sociale. Al di là del profilo strettamente religioso , questi orientamenti costituiscono un nobile sostrato etico che sprigiona una capacità persuasiva in tutte le varietà etnologiche , pur nelle differenti idealità spirituali che attribuiscono a ciascun popolo una propria fisionomia. Nelle indicate prospettive il semestre di presidenza italiana dell’Unione può essere di grande ausilio perché la nostra nazione , nella quale ha sede anche la Cattedra di Pietro , potrà tra l’altro rendersi interprete della istanza più volte avanzata da Giovanni Paolo II affinché non venga omesso nella Carta un accenno ai princìpi del cristianesimo, come è stato proposto anche dall’Italia. In conclusione , il compito che attende l’Italia è molto complesso , ma anche ricco di speranze che trovano alimento nel glorioso passato del nostro popolo e nella posizione dominante che la penisola occupa nell’area mediterranea. Per il conseguimento di tutti questi obiettivi i politici italiani a ogni livello sappiano perciò assumere la responsabilità di agire unitariamente , ponendo da parte le contrapposizioni che li separano nella dialettica interna, perché la posta in gioco dell’ Europa è troppo alta per tollerare divergenze e disparità di opinioni che rischiano di vanificare un’occasione unica per affermare il prestigio del paese in campo internazionale. Le assicurazioni espresse da Ciampi durante il suo recente viaggio a Berna e rinnovate anche successivamente circa la piena capacità dell’Italia di assolvere i compiti di presidenza dell’Unione Europea nel prossimo semestre non possono essere smentite o restare comunque senza effetti. |